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lunedì 17 dicembre 2012

Le professioni sanitarie aumentano le competenze



Non resta che incominciare a riflettere rispetto a quale sviluppo può intraprendere l'igienista dentale sulle più elevate competenze del proprio profilo!


Le professioni sanitarie aumentano le competenze

Inviato da Raffaella Garavaglia, Presidente ANEP Lombardia il 13/12/2012 


A distanza di diverso tempo dall'avvio del tavolo Ministero-Regioni per la revisione delle competenze delle professioni sanitarie, viene siglato un primo accordo relativo ai Tecnici Sanitari di Radiologia Medica.
"L’esperienza esemplare realizzatasi per quanto riguarda la professione di TSRM, con i necessari adattamenti alle singole specificità di ogni professione sanitaria, è un modello che potrà e per me dovrà essere esteso alle successive tappe del Tavolo tecnico Ministero – Regioni", scrive Sergio Proia in un articolo su "QuotidianoSanità.it" di ieri. Otto nuovi percorsi formativi previsti per l'acquisizione di queste competenze aggiuntive.
Non resta quindi che incominciare a riflettere rispetto a quale sviluppo può intrapprendere l'Educatore Professionale sulle "higher skills" del proprio profilo.



Le professioni non mediche possono esercitare in propri studi





Le professioni sanitarie non mediche possono esercitare nel proprio studio?


Avv. Silvia Stefanelli
Il TAR Piemonte con la sentenza n. 498 del 20.05.2011 sembra fare chiarezza su una questione di cui si dibatte molte negli ultimi tempi: la possibilità per le professioni sanitarie non mediche c.d. profilate (dotate cioè di profilo professione) di svolgere la loro attività all'interno del proprio studio.
E la risposta sembra essere positiva.
Il fatto riguarda due note emesse dalla Regione Piemonte relativamente all'attività dei fisioterapisti, ma il principio può trovare applicazione anche per le altre professioni.
Con due note regionali impugnate veniva sostanzialmente configurato il divieto per i per i fisioterapisti, di esercitare la propria attività libero professionale presso un proprio studio, consentendo loro di operare, unicamente, presso strutture pubbliche o private, in regime di dipendenza o di collaborazione coordinata e continuativa.
Secondo il TAR Piemonte tal posizione e in contrasto con la previsione - contenuta nel profilo del fisioterapista - per cui quest'ultimo "svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero-professionale": secondo il TAR infatti la locuzione "strutture sanitarie" ricomprendere sia il concetto di "struttura sanitaria" vera e propria che quello di "studio medico", nozioni che sono alternativamente previste, anche ai fini dell'esercizio dell'attività professionale.
Nessuna rilevanza ha inoltre la mancata istituzione degli albi professionali: non può infatti essere impedita una attività professionale, prevista legislativamente come "autonoma", per carenza di una attività (l'istituzione di albi professionali) il cui compito e in capo allo Stato.
Il Tar pertanto, affermando l'illegittimità delle note regionali, ha sancito la piena possibilità giuridica per i fisioterapisti - e (aggiunge chi scrive) per le altre professioni non mediche - di svolgere la loro attività in regime di autonomia e all'interno dei proprio studi professionali.
Sentenza Tar Piemonte n. 498 del 20.05.2011

L'importanza delle Confederazioni


Tutto questo si può ottenere con le "confederazioni" come  hanno fatto anche i fisioterapisti

Il "Patto" tra medici e professioni sanitarie si può fare
Per la prima volta raggiunta un’intesa storica tra medici e altre professioni sanitarie e tecniche dell’area della radiologia. E’ la prova che la riorganizzazione del lavoro e delle competenze in sanità è possibile. Senza strappi né contrapposizioni
12 DIC - Il Patto tra medici e le altre professioni salute per difendere la “Casa comune” del SSN, innovando l’organizzazione del lavoro in sanità, inizia a delinearsi nella sua concretezza: infatti il 4 dicembre 2012, per la prima volta, a mia memoria, è stata raggiunta un’intesa storica tra tutte le rappresentanze scientifiche e professionali dell’area radiologica, sia mediche e fisiche che tecniche sull’innalzamento ed arricchimento delle competenze della professione di tecnico sanitario di radiologia medica.

Oggetto dell’intesa è stato il mandato affidato loro dal Ministero della Salute, su sollecitazione delle stesse rappresentanze professionali, di elaborare un’ipotesi di nuove e più avanzate competenze della professione di tecnico sanitario di radiologia medica che avesse al centro sia l’evoluzione ordinamentale e formativa di questa professione che l’evoluzione scientifica e tecnologica nonché dell’organizzazione del lavoro in sanità, così come sono delineate nella bozza di documento elaborato dallo specifico gruppo di lavoro all’interno del Tavolo tecnico Ministero della Salute e Regioni sull’implementazione delle competenze delle professioni sanitarie.

E’ significativo che l’intera commissione paritetica Area Radiologica, composta dai rappresentanti delle Associazioni scientifiche mediche e fisiche dell'Area Radiologica e dai rappresentanti tecnici della FNCPTSRM unitariamente abbia concordato sull’impostazione di tale documento cosi la precisazione corretta e condivisa che il “ processo di rimodulazione, ampliamento e specializzazione delle competenze del TSRM debba realizzarsi nel rispetto delle responsabilità di tutte le altre Professioni operanti in Area Radiologica”. \

La proposta elaborata dalla commissione paritetica Area Radiologica ha dato contenuti professionali e formativi a quella nuova articolazione della professione sanitaria prevista dall’articolo 6 della legge 43/06 cioè il “professionista specialista” rimasto sinora inattuato nonostante che costituisse una delle maggiori novità di tale provvedimento legislativa , permettendo un’evoluzione di un TSRM, come di un infermiere o di un fisioterapista non solo in una carriera gestionale (coordinatore o dirigente) ma anche professionale riconoscendo la ricchezza e la complessità dei suoi contenuti professionali e la conseguente necessità di svilupparli in un’ulteriore segmento, ampio e non parcellizzato, di specializzazione.

L’esperienza esemplare realizzatasi per quanto riguarda la professione di TSRM, con i necessari adattamenti alle singole specificità di ogni professione sanitaria, è un modello che potrà e per me dovrà essere esteso alle successive tappe del Tavolo tecnico Ministero – Regioni; così come le stesse modalità nella sostanza dovrebbero ripetersi a livello regionale ed aziendale.
Infatti se l’implementazione delle competenze delle professioni sanitarie presuppongono non solo un arricchimento delle stesse ma anche il fatto, come anche il dottor Benato conferma nell’intervista di ieri a questo giornale, che alcune competenze ora esercitate dal medico possano essere svolte anche dalle professioni infermieristiche, ostetriche, tecniche-sanitarie, della riabilitazione e della prevenzione, questo processo non può che realizzarsi attraverso l’individuazione di quali competenze ed in che modalità possa avvenire con la realizzazione del massimo di condivisione di tutte le rappresentanze professionali interessate, nella loro plurale ricchezza associativa: scientifiche, ordinistiche e sindacali.

Non si tratta di una riedizione di una modalità neocorporativa bensì l’incentivare e valorizzare il necessario protagonismo e soggettività delle professioni della salute, medici compresi, nel complesso ed articolato processo di riorganizzazione che sia in grado di difendere e consolidare la più grande conquista di civiltà del nostro Stato costituita dal Servizio sanitario nazionale, pubblico, universale e solidaristico.
In questo processo rimane in capo alla politica ed all’amministrazione i compiti di indirizzo programmatori e di scelte strategiche nonché l’attuazione delle competenze gestionali proprie.

In questo quadro rientra ovviamente la modalità attuativa dei lavori del Tavolo tecnico cioè l’Accordo Stato-Regioni e Province autonome che dovrà permettere la realizzazione dell’implementazione delle competenze delle professioni sanitarie; su tale strumento è stata avviata una riflessione all’interno del Tavolo, anche attraverso il confronto con il sindacato confederale, per individuare la formulazione più adeguata possibile in grado di avviare con il massimo di partecipazione, condivisione, efficacia e tempestività questo necessario ed ormai imprescindibile processo di riorganizzazione delle competenze professionali e del lavoro in sanità.

Saverio Proia

sabato 1 dicembre 2012

ECM: www.agenas.it/

Un collega mi ha chiesto informazioni sull'ECM per i Tutor. Vi consiglio di leggere nel sito della banca dati COGEAPS su www.agenas.it se ci sono incertezze sull'ECM
Ci sono molte informazioni e si può scrivere per avere delucidazioni in merito.
Appena ho un pò di tempo approfondisco l'argomento e posterò in merito ciò che ci riguarda.

Denuncia inviata personalmente al Presidente dei CLID Prof. Mario Giannoni

Posto la denuncia inviata al Prof. Mario Giannoni Presidente della Conferenza Permanente dei CLID, perché, come ruolo istituzionale sappia affiancarsi alla difesa dei CLID e della Professione 

Senigallia 22 Novembre 2012
  

Presidente Commissione Permanente Corsi di Laurea Igienisti Dentali
Egregio Prof. Mario Giannoni

p.c. Consiglio Direttivo

Le scrivo, in completa autonomia e in assoluta indipendenza da qualsivoglia associazione, per mettere a conoscenza Lei, in qualità di Presidente e tutto il Consiglio Direttivo, dell'aggressione verbale e assolutamente fuori luogo che viene perpetrata nei confronti della professione d'Igienista Dentale e dei corsi di Laurea da Lei rappresentati, per aver scritto alcuni articoli sulla possibilità che tale figura professionale possa eseguire un'infiltrazione locoregionale, se necessaria, su prescrizione odontoiatrica.
Credo che ognuno di noi, civilmente, possa esprimere il proprio parere e non essere d'accordo ma quando, eludendo il problema in se', si attacca la professione in quanto tale e si diventa offensivi persino nei confronti dei CLID e di chi ci insegna, penso che la Commissione da Lei presieduta debba prendere ufficialmente una posizione, se non altro da un punto di vista di deontologia medica!
Non chiedo una valutazione o una considerazione sulla tematica: igienisti e anestesia: perché no? o sulla parte giuridica che porto a supporto di tale tesi; chiedo che venga denunziato apertamente e dall'unico organismo che possa farlo, una difesa della professione nel rispetto del professionista, della persona, dei CLID e di chi ci insegna.
Le allego parte dei commenti ricevuti (i più offensivi glieli risparmio) e soprattutto le valutazioni fatte nei confronti della professione.
Ho provveduto a denunziare deontologicamente quanto accaduto allOrdine dei Medici e Odontoiatri (FNOMCeO). Le chiedo di supportare questa mia denuncia ufficialmente agli organi competenti per la mancanza di deontologia e richiamare a un confronto civile le parti in causa.
Non mi arrendo davanti a nessun attacco personale, continuerò civilmente a portare avanti ciò che ritengo necessario per la professione e sono, come sempre, pronta ad un dibattito costruttivo su qualsiasi argomento ci riguardi, ma non tollero attacchi strumentali vessatori alla figura professionale che rischia di  portandoci indietro di almeno quindici anni.
In attesa di un riscontro, La saluto cordialmente

Irene Riccitelli Guarrella
Past Presidente Federazione Europea Igienisti Dentali (EFDH)

Allegato 1
Allegato 2
(in questa denuncia ho inserito anche gli allegati dei precedenti commenti dell'Accademia Di Sotto (?) di Milano.

Denuncia per mancanza di deontologia per FNOMCeO e CAO

Vi posto le denunce inoltrata per la FENOMCeO, CAO, Presidente Conferenza Permanente CLID che ho inoltrato con la documentazione.

Senigallia 22 Novembre 2012



Egregio Presidente FNOMCeO
Dott. Amedeo Bianco
p.c. CAO
Dott. Giuseppe Renzo
p.c. Presidente Conferenza Permanente CLID
Prof. Mario Giannoni


Con la presente intendo espressamente denunziare all'Ordine di Medici e Odontoiatri, (FNOMCeO) comportamenti non  conformi alla deontologia medica riguardo quanto  scritto in modo vessatorio sulla figura professionale dell'Igienista Dentale con valutazioni gratuite e diffamanti sui corsi di laurea di tale figura e sui docenti che vi insegnano.
Ritengo, a prescindere dall'argomento, il quale lo si può condividere o contestare, ma non  sia deontologicamente accettabile che avvenga un attacco strumentale ed eticamente lesivo alla professione d'igienista dentale.
Chiedo agli Organi Competenti di prendere provvedimenti, in caso contrario sarò costretta a rivolgermi alle autorità giudiziarie.

Irene Riccitelli Guarrella
Past Presidente Europeo (EFDH)

Il codice Deontologico prevede:
Oltre al giuramento professionale:
......di evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della categoria;
TITOLO I - OGGETTO E CAMPO DI APPLICAZIONE
Art. 1 Definizione
Il Codice di Deontologia Medica contiene principi e regole che il medico-chirurgo e l'odontoiatra, iscritti agli albi professionali dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, di seguito indicati con il termine di medico, devono osservare nell'esercizio della professione.
TITOLO IV - RAPPORTI CON I COLLEGHI
CAPO I - Rapporti di collaborazione
Il contrasto di opinione non deve violare i principi di un collegiale comportamento e di un civile dibattito.
TITOLO V - RAPPORTI CON I TERZI
Art. 66
Rapporto con altre professioni sanitarie
Il medico deve garantire la più ampia collaborazione e favorire la comunicazione tra tutti gli operatori coinvolti nel processo assistenziale, nel rispetto delle peculiari competenze professionali.

(Allegato 1: scritti apparsi su Facebook).