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lunedì 1 luglio 2013

Sintesi che riguardano le misure del lavoro


Ecco la sintesi del Comunicato per quanto riguarda soprattutto le misure del lavoro:

Gli obiettivi perseguiti dal Governo attraverso gli interventi previsti dal decreto-legge mirano ad aumentare il contenuto occupazionale della ripresa accelerando la creazione di posti di lavoro, soprattutto a tempo indeterminato; creando nuove opportunità di lavoro e di formazione per i giovani, per ridurre la disoccupazione e l’inattività, favorendo l’alternanza scuola-lavoro; sostenendo il reinserimento lavorativo di chi fruisce di ammortizzatori sociali; incentivando le assunzioni di categorie deboli della società, come le persone con disabilità (sarà previsto un programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità). Si interviene inoltre per potenziare il sistema delle politiche attive del lavoro, per aumentare le tutele dei lavoratori, migliorare la trasparenza e l’efficienza dei meccanismi di conciliazione in caso di licenziamento. Infine, il decreto, che vuole dare risposte concrete alle Raccomandazioni rivolte all’Italia dalla Commissione europea il 29 maggio 2013 nel quadro della procedura di coordinamento delle riforme economiche per la competitività (“semestre europeo”), prevede un forte intervento per sostenere il reddito delle persone maggiormente in difficoltà, specialmente nel Mezzogiorno, cioè l’area caratterizzata da tassi di povertà più elevati. Gli interventi previsti dal decreto legge rappresentano solo il primo passo della strategia del Governo per aumentare l’occupazione, specialmente giovanile, ridurre l’inattività e attenuare il disagio sociale.
Un secondo gruppo di misure verrà definito non appena le istituzioni europee avranno approvato le regole per l’utilizzo dei fondi strutturali relativi al periodo 2014-2020 e di quelli per la “Garanzia giovani”.
Ecco le principali misure annunciate:
Incentivi per nuove assunzioni a tempo indeterminato
Vengono stanziati 794 milioni di euro nel quadriennio 2013-2016 (500 milioni per le regioni del Mezzogiorno, 294 milioni per le restanti) per incentivare l’assunzione di lavoratori in età compresa tra i 18 e i 29 anni e che godano di almeno una di queste condizioni: 
a) Siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
b) Siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale;
c) Siano lavoratori che vivono da soli con una o più persone a carico.
L’incentivo per il datore di lavoro è pari a un terzo della retribuzione lorda imponibile ai fini previdenziali complessiva per un periodo di 18 mesi e non può superare i 650 euro per lavoratore. Se, invece, il datore di lavoro trasforma un contratto in essere da determinato a “indeterminato” il periodo di incentivazione è di 12 mesi. Alla trasformazione deve comunque corrispondere un’ulteriore assunzione di lavoratore.
Misure per l'apprendistato e i tirocini formativi
Un apprendistato che abbia valore 
In una logica di una disciplina maggiormente omogenea sull’intero territorio nazionale, entro il 30 settembre 2013 la conferenza Stato-Regioni dovrà adottare le linee guida che disciplinino il contratto di apprendistato professionalizzante che le piccole e medie imprese e le microimprese dovranno adottare entro il 31 dicembre 2015.
Favorire i tirocini formativi
- Fino al 31 dicembre 2015 è istituito presso il Ministero del lavoro un fondo di 2 milioni di euro annui per permettere alle amministrazioni che non abbiano a tal fine risorse proprie di corrispondere le indennità per la partecipazione ai tirocini formativi.
- È anche autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per promuovere l’alternanza tra studio e lavoro e quindi l’attività di tirocinio curriculare per gli studenti iscritti ai corsi di laurea nell’anno 2013-2014.
- Per creare nuove opportunità di lavoro e di formazione per i giovani, per ridurre la disoccupazione e l’inattività. Il provvedimento prevede il finanziamento di un ampio programma di tirocini formativi per giovani residenti nel Mezzogiorno che non lavorano, non studiano e non partecipano ad alcuna attività di formazione, di età compresa fra i 18 e i 29 anni; un incentivo alle università che sottoscriveranno un protocollo standard definito dal Ministero dell’università e della ricerca per il finanziamento delle attività di tirocinio curriculare presso enti pubblici e privati per gli studenti universitari più meritevoli e in difficoltà economiche; un coordinamento più stretto con la formazione realizzata dagli istituti tecnici. Viene poi istituita presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un’apposita struttura di missione, in vista dell’avvio della “Garanzia giovani”.
Un aiuto al Mezzogiorno
- In considerazione della grave situazione occupazionale che interessa i giovani residenti nelle aree del Mezzogiorno si è deciso di rifinanziare: 
a) con 80 milioni di euro, delle misure per l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità;
b) con 80 milioni di euro il Piano di Azione Coesione rivolta a enti e organizzazioni del privato sociale che coinvolgano giovani in progetti di valorizzazione dei beni pubblici e per l’inclusione sociale;
c) con 168 milioni di euro, borse di tirocinio formativo per giovani disoccupati, che non studiano, che non partecipano ad alcuna attività di formazione.
- Per ridurre la povertà e per sostenere le famiglie del Mezzogiorno in difficoltà, viene avviato il programma “Promozione dell’inclusione sociale, finanziato con 167 milioni di euro.
Migliorare il funzionamento del mercato del lavoro
 Si prevede una serie di interventi, in particolare relativi alla legge 92/2012 volti a chiarire la natura dei contratti e di semplificazione. In particolare sui contratti a termine e di somministrazione (come l’abrogazione del divieto di proroga del contratto “acausale”), contratti di lavoro intermittente, lavoro a progetto e lavoro accessorio.
Rafforzare le tutele per i lavoratori e migliorare la trasparenza
 In particolare, in caso di tentativo di conciliazione la mancata presentazione di una delle parti sarà valutata dal giudice nella sua decisione finale; estensione anche ai co.co.pro. delle norme contro le cosiddette “dimissioni in bianco”; rivalutazione del 9.6% delle ammende con rivalutazione della metà del flusso che ne deriva al rafforzamento di misure di vigilanza e prevenzione in materia di sicurezza sul luogo del lavoro; il monitoraggio dei contratti aziendali con deposito obbligatorio presso le direzioni territoriali del lavoro; comunicazioni obbligatorie relative all’assunzione, cessazione, trasformazione e proroga dei contratti valgono a tutti gli effetti.

Aiuti per le nuove imprese al SUD




Aiuti per nuove imprese al Sud: ecco come richiederli
In una circolare del Ministero dello Sviluppo economico criteri e modalità di concessione delle agevolazioni previste dal D. M 6.3.2013
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato la Circolare 20 giugno 2013, n. 21303, la quale individua i criteri e le modalità di concessione delle agevolazioni, per l'istituzione di un regime di aiuto, ai sensi del D.M. 6 marzo 2013, finalizzato a promuovere la nascita di nuove imprese nelle regioni Basiicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Sono, inoltre, definite modalità, forme e termini di presentazione delle domande e fomite specificazioni relative ai criteri e all'iter di valutazione, alle condizioni ed ai limiti di ammissibilità dei costi, alle soglie ed ai punteggi minimi ai fini dell'accesso alle agevolazioni. Sono, altresì, indicate le caratteristiche del provvedimento di concessione, le modalità, i tempi e le condizioni per l'erogazione delle agevolazioni.

Fonte: Fisco e Tasse

INPS Gestione Separata


Inps Gestione Separata: le nuove aliquote 2013
Rincaro del 2% dell'aliquota contributiva della Gestione Separata Inps applicabile per il 2013 ai titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria. Resta, invece, al 27,72% l'aliquota per i soggetti privi di altra copertura previdenziale.
Con la Circolare Inps n. 27 del 12 febbraio 2013, sono state rese note le nuove aliquote contributive dovute alla Gestione Separata Inps per l’anno 2013. In particolare, viene recepito l’aumento del 2% dell'aliquota contributiva per i titolari di pensione e per i soggetti provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria, disposto dalla Riforma del Lavoro Fornero a seguito della modifica da parte della legge di conversione del Decreto Sviluppo 2012. Per tali soggetti, quindi, l'aliquota passa dal 18% al 20%mentre per i soggetti privi di altra copertura previdenziale l'aliquota resta ferma al 27,72%.

Ma vediamo più nel dettaglio il sistema contributivo della Gestione Separata Inps per il 2013.
I soggetti obbligati
Sono obbligati ad iscriversi alla Gestione Separata Inps e a versarvi i relativi contributi i seguenti soggetti:
·       i c.d. “professionisti senza cassa”, ovvero i lavoratori autonomi non iscritti alle apposite Casse di previdenza di categoria;
·       collaboratori coordinati e continuativi (co.co.pro, collaboratori occasionali);
·       lavoratori autonomi occasionali con reddito annuo superiore a € 5.000;
·       venditori porta a porta con reddito annuo superiore a € 6.410,26;
·       gli associati in partecipazione con apporto di solo lavoro (e non iscritti ad un Albo professionale);
·       relativamente alla qualità di amministratore, i soci-amministratori di Srl commercialeche, partecipando contemporaneamente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza e ricoprendo anche la carica di amministratore percependo per tale attività un compenso, sono obbligati al doppio obbligo di iscrizione (interpretazione autentica dell’art. 1, comma 208, Legge n. 662/1996 fornita dal D.L. n. 78/2010 all’art. 12, comma 11 e Corte Costituzionale, sentenza n. 15 del 26.01.2012);:
o   alla Gestione IVS commercianti in qualità di socio lavoratore;
o   alla Gestione Separata Inps in qualità di amministratore;
·       per effetto dell’art. 18, comma 12, D.L. n. 98/2011, i soggetti che, pur svolgendo un’attività il cui esercizio è subordinato all’iscrizione ad un Albo professionale, non sono iscritti e non versano il contributo soggettivo alla propria Cassa per disposizione statutaria o per scelta (ad esempio, alcune Casse, quali quelle degli ingegneri e architetti, degli avvocati e dei dottori commercialisti, prevedono l’esclusione dall’obbligo di iscrizione e/o di versamento del contributo soggettivo per i soggetti che non raggiungono un certo reddito minimo).

 Le misure per il 2012
Per il 2013 le aliquote contributive della Gestione Separata Inps sono pari a:
·       27,72% per i soggetti privi di altra copertura previdenziale obbligatoria (27% + 0,72% a titolo di contributo aggiuntivo per il sostegno della maternità, dell’assegno al nucleo familiare, della malattia, della degenza ospedaliera e del congedo parentale);
·       20% per tutti gli altri soggetti (soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria).
Massimale e minimale di reddito
Le aliquote contributive sopraindicate sono applicabili fino ad un massimale di reddito, che per l’anno 2013 è pari a € 99.034,00.
Il minimale di reddito valido per l’accredito dei contributi è, invece, pari per il 2013 a € 15.357,00. Pertanto:
·       i soggetti privi di altra copertura previdenziale obbligatoria: avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuale pari ad € 4.256,96 (di cui € 4.146,39 ai fini pensionistici);
·       tutti gli altri soggetti (soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria): avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di € 3.071,40.
Si precisa che, ai compensi erogati ai collaboratori entro il 12 gennaio 2013 e riferiti a prestazioni effettuate entro il 31 dicembre 2012, si applicano le aliquote contributive in vigore nel 2012 (per via del c. d. “principio di cassa allargato” – Circolare Inps n. 10 del 18.01.2002).
Ripartizione dell’onere e modalità di versamento
L’onere contributivo, nel caso di collaboratore, lavoratore autonomo occasionale o venditore porta a porta, è ripartito tra prestatore e committente nella misura pari a:
·       1/3 a carico del prestatore/collaboratore;
·       2/3 a carico del committente.
Nel caso di associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro, l’onere è, invece, ripartito nel seguente modo:
·       45% a carico dell’associato;
·       55% a carico dell’associante.
In queste due ipotesi (collaboratore e associato), il versamento dei contributi deve essere eseguito dal titolare del rapporto contributivo (committente o associante) entro il giorno 16 del mese successivo a quello di corresponsione del compenso, mediante il modello F24 cartaceo o telematico nel caso dei titolari di partita IVA.

Per i professionisti iscritti alla Gestione separata, invece, l’onere contributivo è tutto a carico dei soggetti stessi ed il versamento dei contributi deve essere eseguito, tramite il modello F24 telematico, alle scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi con le modalità dell’acconto e del saldo (saldo 2012, 1° acconto 2013 e 2° acconto 2013).

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Marche da bollo


Marche da bollo, dal 26 giugno 2013 sono scattati gli aumenti


Marche da bollo, dal 26 giugno 2013 sono scattati gli aumenti


Cambiano le marche da bollo che diventano più costose. E’ bene tenerlo a mente perché se si hanno marche già acquistate esse, se non addizionate con il bollo mancante perdono valore. A stabilire l’aumento del costo della marca da bollo è stato il Decreto legge n. 43 del 26.04.2013 convertito nella legge n. 71 del 24.06.2013.
Il nuovo costo del bollo a quanto pare servirà per recuperare fondi per soccorrere le popolazioni colpite da calamità naturale così come Abruzzo ed Emilia Romagna. Infatti è necessario recuperare  1 miliardo e 200 milioni di euro per la ricostruzione in Abruzzo.
Ecco quali sono i nuovi importi in vigore dal 26 di giugno:
-la marca da bollo da 1,81 euro passa a 2 euro;
-la marca da bollo da 14,62 euro passa a 16 euro.
Le marche nuove vanno a pesare soprattutto sulle tasche dei professionisti ma anche di tutti i cittadini che vedono aumentarsi a 16 euro qualsiasi richiesta in carta bollata.
Questa nuova tassazione, sebbene fatta passare sotto il necessario profilo solidale di aiuto alle popolazioni terremotate non è assolutamente gradita. Un balzello solidale che va a ledere tutti con particolare attenzione a coloro che emettono fatture in esenzione di Iva,  i quali debbono applicare la marca da bollo sui documenti di valore  superiore ad € 77,47.
Anche le imprese non sono soddisfatte di questo aumento che va a inficiare le spese a carico delle stesse, infatti a giugno buona parte dei documenti amministrativi e contabili è in scadenza.
Secondo quanto dichiara Degioanni presidente API Torino ha dichiarato ”Non si tratta tanto del maggior costo ma del fatto che gli aumenti sono scattati il giorno successivo alla pubblicazione avvenuta ieri in Gazzetta Ufficiale della legge 71/2013 che converte un Decreto Legge dell’aprile scorso. Non c’è stato alcun preavviso per le imprese che, in questo modo, non hanno potuto adeguarsi e si sono ritrovate, in molti casi, ad emettere fatture con marche da bollo non in regola”.
Sempre secondo Degioanni non è questo il modo migliore per aiutare le aziende “ soprattutto quelle di minori dimensioni, a superare le difficoltà di mercato e a migliorare la competitività. Provvedimenti di questo genere, sbagliati nei tempi e nei modi, pongono ulteriori ostacoli alla gestione e basta. Una seria politica industriale dovrebbe prevedere semplificazioni e meno burocrazia”.