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martedì 24 settembre 2013

ECM 17/07/2013 Professionisti Sanitari


Ecm. Ecco tutte le nuove informazioni utili per i professionisti sanitari

Esoneri, esenzioni, tutoraggio individuale, formazione all’estero, autoapprendimento, modalità di registrazione e certificazione. A spiegare come funzionano è una recente determinazione della Commissione Nazionale Ecm. 

20 SET - Pubblicata la determinazione 17 luglio 2013 con cui la Commissione Nazionale per la Formazione Continua stabilisce tutte le regole che riguardano esoneri, esenzioni, tutoraggio individuale, formazione all’estero, autoapprendimento, modalità di registrazione e certificazione.
La determina, oltre a costituire un riassunto sui criteri stabiliti dalla Commissione negli anni precedenti rispetto alle tematiche citate, introduce alcune novità.

In particolare:

Esoneri
I professionisti sanitari che frequentano, in Italia o all’estero, corsi di formazione post-base (es. corso di specializzazione universitaria, dottorato di ricerca, master universitario, corso di perfezionamento scientifico e laurea specialistica) propri della categoria di appartenenza e durante l’esercizio dell’attività professionale, sono esonerati dall’obbligo formativo Ecm. L’esonero riguarda l’intero periodo di formazione nella misura di 4 crediti per mese e solo se il corso di formazione abbia durata superiore a 15 giorni per ciascun mese2. Sono altresì esonerati i professionisti sanitari domiciliati o che esercitano la propria attività professionale presso le zone colpite da catastrofi naturali.
Sono confermati gli esoneri anche per i professionisti sanitari domiciliati o che esercitano la propria attività professionale presso le zone colpite da catastrofi naturali limitatamente al periodo definito in precedenza dalla stessa Commissione con determina del 20 giugno 2012 per gli eventi sismici che hanno colpito la regione Emilia-Romagna.

Esenzioni
Le esenzioni dall’obbligo formativo ECM sono quantificate nella misura di 4 crediti per ogni mese nel quale il periodo di sospensione dell’attività professionale sia superiore a 15 giorni. Oltre alle consuete esenzioni già conosciute (congedo maternità obbligatoria, congedo parentale, adozione e affidamento, congedo retribuito per assistenza ai figli portatori di handicap, richiamo alle armi o servizio volontariato,) sono state ricomprese le seguenti situazioni come disciplinate dai CCNL delle categorie di appartenenza:
- aspettativa senza assegni per gravi motivi familiari;
- permesso retribuito per i professionisti affetti da gravi patologie;
- assenza per malattia;
- aspettativa per incarico direttore sanitario aziendale e direttore generale;
- aspettativa per cariche pubbliche elettive
- aspettativa per la cooperazione con i paesi in via di sviluppo e distacchi per motivi  sindacali.
I periodi di esonero e di esenzione sono cumulabili ma non sovrapponibili nell’ambito del  triennio, ad eccezione degli esoneri definiti dalla Commissione Nazionale per le catastrofi naturali.

Tutoraggio individuale
Sono confermati 4 crediti Ecm per mese ogni mese di tutoraggio ai tutor che svolgono sia formazione pre e post laurea prevista dalla legge e sia attività di tutoraggio all’interno di tirocini formativi e professionalizzanti pre e post laurea sempre previsti dalla legge. I crediti così acquisiti, calcolati unitamente ai crediti ottenuti per docenza/pubblicazioni scientifiche/ricerche, non possono eccedere il 60% del monte crediti triennale al netto degli esoneri, delle esenzioni e delle riduzioni citate nella stessa determina.
Sono esclusi dal riconoscimento dei crediti per attività di tutoraggio individuale gli assegnatari di uno specifico incarico istituzionale di insegnamento anche a titolo gratuito.
I crediti sono riconosciuti anche a chi svolge attività di tutoraggio nell'ambito di specifici PFA, solo se le attività svolte sono inquadrate nel programma formativo del professionista interessato.

Crediti per formazione all’estero
I professionisti sanitari che frequentano all’estero corsi di formazione postbase (es. dottorato di ricerca, master universitario, corso di perfezionamento) propri della categoria di appartenenza, e durante l’esercizio dell’attività professionale, sono esonerati dall’obbligo formativo Ecm per l’intero periodo di formazione nella misura di 4 crediti per mese e solo se il corso di formazione abbia durata superiore a 15 giorni per ciascun mese.
Inoltre, ai professionisti sanitari che frequentano corsi di formazione individuale all’estero (ovvero formazione non accreditata in Italia e svolta nei paesi dell’Ue, in Svizzera, negli Stati Uniti e in Canada) sono riconosciuti crediti Ecm nella misura del 50% dei crediti attribuiti dal singolo evento accreditato all’estero.Nel caso in cui l’evento accreditato all’estero supera i 50  crediti formativi sono riconosciuti al massimo 25 crediti ECM. I crediti acquisibili tramite formazione individuale all’estero non possono superare il 50% dell’obbligo formativo triennale. Il professionista sanitario, ultimata la frequenza, dovrà inoltrare la documentazione relativa all’evento (programma, contenuti, etc.) e quella attestante la frequenza e il superamento del test di apprendimento all’ente accreditante di riferimento (CNFC, Regione, Provincia autonoma) ovvero per i liberi professionisti, al proprio Ordine/Collegio/Associazione professionale. I suddetti enti, valutata la documentazione prodotta dal professionista, provvederanno ad inserire tali attività nel tracciato record da inviare alla CNFC/Regioni/Province autonome e al Co.Ge.A.P.S.

Liberi professionisti: crediti individuali per autoapprendimento
Ai liberi professionisti sono riconosciuti crediti ECM per:
a) attività di autoapprendimento ossia l’utilizzazione individuale di materiali durevoli e sistemi di supporto per la formazione continua preparati e distribuiti da Provider accreditati;
b) autoapprendimento derivante da attività di lettura di riviste scientifiche, di capitoli di libri e di monografie non preparati e distribuiti da provider accreditati Ecm e privi di test di valutazione dell’apprendimento con il limite del 10% dell’obbligo formativo individuale triennale (fino ad un massimo di 15 crediti nel triennio).

Riduzione dell’obbligo formativo triennale
E’ confermato in 150 crediti il debito formativo per il triennio 2011/2013 con la possibilità di portare in riduzione di tale debito fino a 45 crediti con il seguente criterio:.
- riduzione di 15 crediti se il professionista ha acquisito da 30 a 50 crediti nel triennio 2008-2010;
- riduzione di 30 crediti se il professionista ha acquisito da 51 a 100 crediti nel triennio 2008-2010;
- riduzione di 45 crediti se il professionista ha acquisito da 101 a 150 crediti nel triennio 2008-2010.
L’obbligo formativo annuale è confermato in 50 crediti/anno al netto delle riduzioni derivanti da esenzioni ed esoneri.

Modalità di registrazione nella banca dati Co.GeA.P.S.
L’Ordine, il Collegio e l’Associazione professionale di riferimento sono competenti a riconoscere gli esoneri, le esenzioni e i crediti Ecm acquisiti tramite i criteri sopra individuati, previa presentazione da parte del professionista sanitario della relativa documentazione (attestato di frequenza corsi di formazione post-base, documentazione comprovante il periodo di sospensione dell’attività professionale, attestazione di svolgimento dell’attività di tutoraggio rilasciata dall’ente per il quale si è esercitata l’attività di tutoraggio, etc.).
L’Ordine, il Collegio e l’Associazione professionale di appartenenza provvedono alla valutazione di coerenza con le vigenti disposizioni in materia di Ecme alla registrazione nella banca dati Co.Ge.A.P.S. della posizione del proprio iscritto in riferimento a esoneri, esenzioni e ai crediti Ecm eventualmente acquisiti tramite i citati istituti.
All’atto della registrazione nella banca dati Co.Ge.A.P.S. vengono assegnati alle attività formative di cui alla citata determina gli obiettivi formativi corrispondenti alla/e attività svolta/e.

Registrazione di crediti 2008/2013 non registrati nel database del Cogeaps
I professionisti sanitari iscritti ad Ordini, Collegi ed Associazioni, ai fini della registrazione nella banca dati Co.Ge.A.P.S. di crediti acquisiti nel periodo 2008/2013 non ancora presenti in tale banca dati, presentano la richiesta, completa di attestato di partecipazione e di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, all’Ordine, Collegio o Associazione di appartenenza.
Ai professionisti sanitari che hanno svolto attività di docenza e tutor per eventi Ecm accreditati al sistema nazionale e regionale Ecm e realizzati prima del 31 dicembre 2010 sono attribuiti 2 crediti Ecm per evento a prescindere dalle ore di docenza effettivamente svolte salvo rettifiche individuali che i professionisti comunicheranno all’Ordine, Collegio, Associazione, sulla base dei relativi specifici attestati.

Certificazione dei crediti
La certificazione dei crediti viene effettuata, per i professionisti sanitari iscritti a Ordini, Collegi ed Associazioni maggiormente rappresentative, tramite il portale Co.Ge.A.P.S. La certificazione si riferisce esclusivamente al numero dei crediti acquisiti nel triennio di riferimento. Tale certificazione prevederà i due livelli:
1) attestazione dei crediti formativi: attestazione rilasciata da Ordini, Collegi e Associazioni, e dalla Segreteria della Commissione nazionale per i professionisti che svolgono professioni sanitarie regolamentate ma non ordinate, per tutta la formazione svolta in un triennio, con indicazione del numero dei crediti effettivamente registrati;
2) certificazione del pieno soddisfacimento dell’obbligo formativo del triennio: attestazione rilasciata a cura di Ordini, Collegi e Associazioni, e della Segreteria della CNFC per i professionisti che svolgono professioni sanitarie regolamentate ma non ordinate, nel caso in cui il professionista abbia soddisfatto l’intero fabbisogno formativo individuale triennale.

 

20 settembre 2013

mercoledì 18 settembre 2013

Anestesia locoregionale per igienisti dentali MANIFESTO AINOS


PREMESSA


SOCIETA’ ITALIANA DI ANESTESIA ODONTOSTOMATOLOGICA – ASSOCIAZIONE ITALIANA DI NARCO ODONTOSTOMATOLOGIA (A.I.N.O.S.)

L’Associazione Italiana di Anestesia Odontostomatologica, denominata “Associazione Italiana di Narco Odontostomatologia” (A.I.N.O.S.), è stata fondata nel 1971 ed è l’unica società nazionale che si occupa dei problemi dell’Anestesia e dell’Emergenza in Odontoiatria L’organo ufficiale dell’A.I.N.O.S. è la rivista Journal of Dental Anaesthesia che pubblica quattro fascicoli annuali quadrimestrali in lingua italiana e inglese.
L’indirizzo scientifico-culturale dell’A.I.N.O.S. è rispettoso sia dei contenuti didattici e professionalizzanti della Direttiva del Consiglio del 25 luglio 1978 (78/687/CEE), specificatamente per quanto riguarda il “Programma di Studi per il Dentista”, sia dell’Ordinamento didattico del Corso di Laurea Specialistica in Odontoiatria e Protesi Dentaria – Modello adeguato all’Unione Europea – Versione definitiva del 13.01.2001 (Classe 52/S) ed è in totale sintonia con i contenuti professionalizzanti descritti e pubblicati dall’Association for Dental Education in Europe (A.D.E.E.). L’associazione opera con le altre società europee allo scopo di impostare un programma di formazione del professionista odontoiatra adeguato alle tendenze europee e coerente con il profilo dell’odontoiatra proposto dall’A.D.E.E. Il programma scientifico-culturale dell’A.I.N.O.S. è articolato sui seguenti sei argomenti scientifici caratterizzanti la professione dell’odontoiatra: Valutazione clinica ed informazione, Sedazione inalatoria, Sedazione endovenosa, Analgesia locale e Terapia del Dolore, Emergenze Mediche nello studio odontoiatrico e Rianimazione Cardiopolmonare, Monitoraggio. Essendo riconosciuta presso il Ministero della Salute come struttura autorizzata alla formazione accreditabile ECM degli odontoiatri, l’A.I.N.O.S. può proporre argomenti scientifici di Anestesia Odontostomatologica, fra quelli caratterizzanti la professione e rilasciare diplomi negli specifici ambiti di competenza.
Fra gli altri scopi statutari si annoverano: a) riunire intorno a se gli studiosi che si occupano di Anestesia Odontoiatrica; b) promuovere la collaborazione ed il collegamento organizzativo fra gli interessati con riunioni, conferenze, tavole rotonde, simposi e congressi; c) diffondere i risultati di studio e di ricerca; d) proporre linee guida e raccomandazioni nazionali non discordanti da quelle europee sugli aspetti teorico-pratici dell’Anestesia Odontoiatrica e) diffondere e valorizzare l’Anestesia Odontoiatrica.
L’A.I.N.O.S. collabora con l’Associazione Italiana Sedazionisti Odontoiatri (A.I.S.OD.) attraverso integrazioni statutarie che mirano ad assicurare reciprocità di crescita e tutela scientifica.
L’A.I.N.O.S. è membro dell’International Federation of Dental Anesthesiology Societies (I.F.D.A.S.) e dell’European Federation for the Advancement of Anestesia in Dentistry (E.F.A.A.D) e partecipa con i propri soci alle riunioni internazionali dell’E.F.A.A.D. e dell’I.F.D.A.S. L’A.I.N.O.S. è fortemente impegnata nei CD dell’E.F.A.A.D. e dell’I.F.D.A.S.
L’A.I.N.O.S. è iscritta alla associazione F.A.S.A.R.D.I. che riunisce tutte le Associazioni scientifiche di Anestesia e Rianimazione, Cure Palliative, Terapia del Dolore italiane a decorrere dal 6 ottobre 2004.
Prof. Giovanni Manani
Presidente A.I.N.O.S.




Igienisti dentali e anestesia


L’ANALGESIA E L’ANESTESIA LOCOREGIONALE PER L’IGIENISTA DENTALE: MANIFESTO
Premesse
Il controllo del dolore fa parte integrante della terapia parodontale non chirurgica, sia che ciò avvenga direttamente da parte dell’igienista, sia da parte di un supervisore odontoiatra.
Indipendentemente dal professionista erogatore dell’analgesia e dell’anestesia locale è necessario riconoscere che, nel caso in cui un paziente dovesse essere sottoposto a questo tipo di trattamento, egli dovrà essere meticolosamente informato sulla procedura anestesiologica cui dovrà essere sottoposto in ogni suo particolare. Dovrà essere inoltre informato che tale procedura non varierà nel corso del primo o dei successivi interventi di terapia parodontale non chirurgica cui il paziente dovrà essere sottoposto. Il paziente dovrà essere informato su tutte le fasi della procedura anestesiologica, potrà discutere ogni singolo aspetto della procedura anestesiologica e dovrà essere altresì informato che il breve periodo di tempo speso per eseguire la tecnica permette di prolungare l’intervento parodontale non chirurgico e di non accusare effetti collaterali provocati da eventuali sensazioni fastidiose o dolorose.
La procedura che avvicina l’igienista dentale all’intervento deve essere completata da una valutazione clinica, fisica e  psicologica, nonché dal consenso informato.
Allo stato attuale non v’è uniformità di vedute né sulla tipologia dell’analgesia e dell’anestesia locale da utilizzare, né sulla metodologia necessaria per ottenere un effetto anestetico adeguato, né sulla attribuzione dei compiti e  delle responsabilità. Ciò malgrado è necessario riconoscere che esistono molti punti di vista in comune  enunciati da leggi di stati diversi europei o da norme pubblicate da società odontoiatriche diverse. Il primo aspetto su cui tutte le legislazioni concordano e che rappresenta il fondamento perché l’igienista dentale possa eseguire tecniche di analgesia e di anestesia locale è rappresentato dall’obbligo di frequentare corsi  riconosciuti da istituzioni o società che assicurino la conoscenza delle tecniche di analgesia e di anestesia locale attribuite all’igienista dentale ed una loro corretta esecuzione. Diversi studi dimostrano che allorquando l’igienista dentale segua un percorso formativo teorico-pratico post-lauream sulle tecniche di analgesia e di anestesia locale che gli competono la somministrazione dell’analgesia e dell’anestesia locale viene eseguita in modo sicuro, efficace e con pochissime complicanze.1
Profilo dell’igienista dentale
Nel documento italiano relativo agli “Obiettivi formativi qualificanti della classe: L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche”2 del laureato  igienista dentale vengono attribuiti  compiti che definiscono più dettagliatamente la figura  dell’igienista dentale anche in relazione alla esecuzione di interventi di anestesia locale. Tali sono:
Gli igienisti dentali
a) – “…… svolgono, su indicazione degli odontoiatri ………. Compiti relativi alla prevenzione delle affezioni oro-dentali”,
b) – “ …….. collaborano alla compilazione della cartella clinica …. Odontostomatologica”,
c) – “…….. provvedono alla ablazione del tartaro e alla levigatura delle radici …. e, in generale, devono essere in grado di …… gestire autonomamente il trattamento non chirurgico della malattia parodontale ……”,
d) – “…….. svolgono la loro attività professionale in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero-professionale, su indicazione degli odontoiatri….”,
e) – “ I laureati devono possedere competenze metodologiche sufficienti a far si che possano proseguire in piena autonomia il loro percorso di studio e di crescita culturale (laurea specialistica, corsi di perfezionamento universitari, Masters universitari),
f) – “I laureati devono essere in grado di interpretare correttamente la legislazione …… del paese dell’Unione Europea in cui esercitano ….”,
g) “ …. Essere in grado di riconoscere i segni vitali e di praticare mansioni di primo soccorso nell’ambiente di lavoro”.
  Da tale documento si evince che gli interventi riferibili al cavo orale e specificatamente l’ablazione del tartaro, nonché la levigatura delle radici dei denti e, più in generale, il trattamento non chirurgico della malattia parodontale, non possono essere disgiunti da componenti affettive che provochino ansia, paura o fobia e dolore intra-  e postoperatorio. Pertanto, il paziente affetto da tali patologie dovrà essere sottoposto a provvedimenti, eseguiti direttamente o indirettamente,  tali da  attenuare o eliminare sia l’ansia, sia il dolore perioperatorio.
Programmi europei
L’attuale legislazione europea soffre di ampie variazioni degli standards nella cura e terapia del parodonto per cui, non essendo stata definita in modo armonico la professione di igienista dentale attraverso una legislazione, l’igienista dentale non può beneficiare di una libera circolazione e di una attività professionale comparativamente valida su tutto il territorio europeo. Per ottenere ciò è necessaria una maggior collaborazione fra le competenti autorità governative, fra le università e fra gli stessi igienisti dentali.3 Una delle ragioni per cui esiste molta confusione fra diversi stati è il timore di una concorrenza da parte dell’igienista dentale in ragione della mancata conoscenza delle precise competenze di quest’ultimo.4,5
  Per quanto attiene, in particolare, il ricorso a tecniche di analgesia e di anestesia locale, l’European Dental Hygiene Association – EFP  afferma che all’igienista dentale è consentito, per quanto attiene il trattamento del dolore,  utilizzare gli anestetici locali, e più specificatamente nel capitolo “Dental Hygienist Education: Practical Training” informa che fra le procedure, quelle consentite sono le “tecniche di anestesia locale infiltrativa”.  Nel capitolo “Dental Hygienist Education: Course content” si informa che i corsi di Igienista Dentale dovrebbero assicurare conoscenze di analgesia locale e in particolare. “A detailed knowledge of the related oral anatomy and nerve supply ….. omissis…. A knowledge of the pharmacokinetics and use of local analgesic agents available in dentistry. An ability to carry out the safe pratic of local infiltration”. Il General Dental Council (GDC)6, nel capitolo “Dental Hygienists and Dental Therapists” al punto 5.3 informa che “un dentista che permette ad un igienista di lavorare senza la diretta supervisione o di somministrare l’analgesia infiltrativa sotto la sua diretta supervisione deve essere certo che l’igienista dentale sia in grado di prestare tali funzioni” e che “egli avrà eseguito un corso certificato di analgesia infiltrativa. Nella Cork University Dental School and Hospital, il Diploma di Igiene Dentale consente di eseguire, all’interno di un team odontoiatrico, la somministrazione di anestetici locali.

Il dolore negli interventi di igiene dentale
Gli interventi non chirurgici del parodonto sono associati nei due/terzi dei pazienti a dolore che induce il paziente a rifiutare trattamenti successivi.7 Il dolore viene percepito maggiormente nei pazienti ansiosi8 e può essere di intensità moderata o elevata nel 25% dei pazienti9, nonché creare ansietà secondaria e memorizzazione dell’esperienza dolorosa accusata.10 La relazione fra dolore ed ansia è inoltre più marcata che in altri trattamenti del cavo orale. Oltre il 70% di pazienti accusa ansia a causa di dolore sperimentato in trattamenti di igiene dentale precedenti.11 Il dolore può essere inoltre drammaticamente diverso a seconda dell’età, della sede vestibolare o buccale dell’intervento e in caso di sanguinamento tale da richiede il suo controllo con tecniche di anestesia locale o di analgesia.12 Non tutti i pazienti richiedono il ricorso all’anestesia locale, ma nei pazienti affetti da particolare sensibilità dei tessuti parodontali, in particolare se esposti a processi infiammatori potrebbero essere necessari provvedimenti che assicurino una anestesia locale simile a quella utilizzata per interventi di chirurgia orale13 ricorrendo all’impiego del vasocostrittore.14
Metodi per il controllo del dolore
Le strategie per un trattamento ottimale del dolore nell’igiene dentale sono classificabili in modo diverso:15
            mediante metodi fisiologici e procedurali che si basano sull’aumento del conforto e della efficacia della iniezione di anestetico locale, in particolare riconoscendo l’impatto dell’anestetico locale con il ph tessutale, della temperatura della tubofiala e l’effetto della iniezione lenta di anestetico locale;
            mediante metodi farmacologici che si basano sull’impiego di farmaci anestetici specifici o non anestetici e in particolare di farmaci che aumentano l’inizio, la durata e la profondità degli anestetici locali;
            mediante metodi psicologici che includono il trattamento dell’ansia con l’impiego di tecniche di distrazione o di farmaci specifici.
L’igienista dentale deve saper riconoscere che esistono due importanti procedure  il controllo del dolore:16
            L’analgesia. L’analgesia che significa diminuzione o eliminazione del dolore.
            L’anestesia locale. L’anestesia locale significa eliminazione della sensazione, in particolare del dolore, in una parte del corpo attraverso  l’iniezione regionale di un farmaco. L’igienista dentale deve saper riconoscere che l’impiego degli anestetici locali è consentita in relazione alla dose massima necessaria ed in relazione alle competenze della sua professione.
L’analgesia. La diminuzione o la eliminazione del dolore nel corso della professione dell’igienista dentale può essere ottenuto attualmente attraverso tre tecniche:
            Anestesia topica
            Impiego di antinfiammatori analgesici  non steroidei
            Impiego della tecnica di sedazione cosciente inalatoria con N2O.
Anestesia topica. L’analgesia può essere ottenuta mediante applicazione di creme, gel, compresse etc. Una recente combinazione di anestetici locali aminoamidici non iniettabili di lidocaina al 2% e di prilocaina al 2,5% conferisce una analgesia dei tessuti periodontali pressoché immediata. La durata dell’effetto non supera tuttavia i 20 minuti. Questa combinazione presenta molti vantaggi fra cui la facilità di impiego, la possibilità di riapplicazione, la specificità del sito di applicazione senza ricorrere a punture. La tecnica presenta tuttavia lacune svantaggi fra cui i costi elevati, il gusto sgradevole, una anestesia non adeguata nella totalità dei pazienti, specialmente quando si ricorre agli ultrasuoni..17 Studi recenti informano che oltre il 50% dei pazienti preferisce tuttavia l’analgesia con gel applicabili nel periodonto in alternativa alla convenzionale anestesia locale, la quale produrrebbe una anestesia prolungata spesso non gradita alle labbra ed alla lingua e l’inserimento altrettanto non gradito di aghi.18
Impiego di antinfiammatori. L’igienista dentale viene molto di frequente coinvolto nel trattamento di processi infiammatori del parodonto. Le placche contengono una varietà di batteri gram-negativi che liberano prodotti intorno al margine gengivale e nelle aree interprossimali. Questi prodotti inducono la produzione di endotissine, citochine, tossine proteiche che precipitano la cascata infiammatoria. Alcuni autori riconoscono l’utilità di impiego dei farmaci analgesici non steroidei (FANS) ad uso topico nel trattamento delle gengiviti e del dolore provocato.19 Più frequente risulta l’impiego preoperatorio di FANS nella prevenzione del dolore durante trattamento parodontale non chiurgico.20 Maggiore importanza infine assume l’impiego dei FANS nella prevenzione del dolore postoperatorio parodontale.21  Benché la maggior parte delle procedure di igiene dentale siano associate a livelli molto bassi di dolore o a nessun dolore, l’ablazione del tartaro e la levigatura delle radici sono associate invece a livelli molto elevati di dolore, in particolare se associati ad ansia.9 In relazione a ciò, l’impiego di FANS negli interventi di igiene dentale risulta utile sia nella prevenzione del dolore intraoperatorio, sia nel trattamento del dolore postoperatorio rallentandone sia il momento dell’insorgenza, sia diminuendone la severità.22
La sedazione cosciente inalatoria con protossido d’azoto. La tecnica di sedazione cosciente con protossido d’azoto è uno dei mezzi più idonei per il trattamento del dolore e dell’ansia in igiene dentale. Nello stato dell’Ontario la somministrazione di protossido d’azoto è vincolato dalla presenza di un dentista esperto nella somministrazione di tale tecnica23 benché in 23 altri stati degli Stati Uniti, essendo il controllo del dolore parte del curriculum di Igiene Dentale nelle scuole accreditate dall’American Dental Association’s Commission on Dental Accreditation, sia concesso agli igienisti dentali di utilizzare tale tecnica. L’impiego della sedazione cosciente inalatoria è molto utile nella induzione dell’anestesia locale. Si può ritenere che in Italia la sedazione cosciente inalatoria possa essere utilizzata dall’igienista dentale purchè abbia seguito specifici corsi accreditati presso l’AINOS-AISOD e di corsi di BLS-D.
L’anestesia locale. L’igienista dentale deve eseguire ogni sforzo possibile per assicurare il sollievo dal dolore ricorrendo a metodi adeguati ed evitando di fare affidamento a tecniche che possano essere associate a complicanze diverse e non compatibili con le caratteristiche della professione. Nel corso della professione, allorché questa venga eseguita in regime di autonomia assistenziale, l’igienista non può ricorrere sfortunatamente alla competenza di odontoiatri o di altri specialisti più esperti. Per altro verso, l’esecuzione di tecniche di anestesia locale richiedono la formulazione di raccomandazioni e di linee guida che assicurino il massimo di sicurezza e di qualità della prestazione. In questo capitolo verranno descritte le aree anatomiche e l’innervazione corrispondente che competono all’igienista dentale.
Le aree anatomiche che competono alla professione dell’igienista dentale
Il trattamento erogato dall’igienista dentale e previsto dalla sua professione, differisce da quello erogato  e previsto nella professione dell’odontoiatra.
L’igienista dentale esegue infatti procedure non chirurgiche di igiene orale e tratta le malattie parodontali mentre al  dentista è attribuita la cura dell’apparato masticatorio  attraverso procedure chirurgiche.24 Indipendentemente dalla attuale indecisione legislativa e normativa sui programmi educazionali della professione dell’igienista dentale europeo25 e sulla suddivisione dei compiti26  esistono sovrapposizioni di trattamento analgesico ed anestetico locale nelle due professioni. La terapia parodontale non chirurgica dell’igienista dentale può richiedere infatti l’anestesia delle terminazioni nervose pulpari che coinvolgono contemporaneamente il legamento parodontale e similmente la terapia chirurgica parodontale può richiedere l’applicazione della medesima procedura anestesiologica per ottenere l’anestesia della polpa e, contemporaneamente, l’anestesia del legamento parodontale e dei tessuti ossei e periostei dei processi alveolari.
  Le aree anatomiche nelle quali opera l’igienista dentale, indipendentemente dal fatto che l’igienista dentale possa somministrare direttamente l’anestesia locale o attraverso la supervisione di un dentista, sono quelle che ricevono afferenze sensitive da territori di innervazione di branche della derivazione mascellare (V2) o di branche della derivazione mandibolare (V3) del nervo trigemino.
  La derivazione mascellare (o nervo mascellare) riceve afferenze sensitive dai seguenti nervi della branca del canale infraorbitario: – a) il nervo alveolare superiore anteriore ed i ciuffi terminali del nervo infraorbitale – b) il nervo alveolare superiore medio e  dai seguenti nervi sensitivi delle branche pterigopalatine: – a) il nervo alveolare superiore posteriore – b) il nervo palatino maggiore – c) il nervo nasopalatino.
  La derivazione mandibolare (o nervo mandibolare) riceve afferenze sensitive dalle branche  della divisione anteriore: – a) il nervo buccinatore e dalle seguenti branche della divisione posteriore – a) il nervo linguale – b) il nervo alveolare inferiore – c) il nervo miloioideo (innervazione accessoria) . d) il nervo incisivo – e) il nervo mentoniero.
L’innervazione nervosa delle aree anatomiche che competono alla professione dell’igienista dentale
  Le  aree anatomiche nelle quali opera l’igienista dentale corrispondenti alla innervazione della branca del canale infraorbitario del nervo mascellare sono le seguenti: – a) per il nervo alveolare superiore anteriore e per i ciuffi terminali del nervo infraorbitale:  la polpa degli incisivi centrali, del canino e nel 70% circa dei casi la polpa dei premolari e la radice mesiovestibolare del primo molare. Il parodonto buccale, l’osso ed i tessuti molli dei medesimi denti. Sul viso, la palpebra inferiore, l’aspetto laterale del naso ed il labbro superiore – b) per il nervo alveolare superiore medio: la polpa del primo e secondo premolare e la radice mesiovestibolare del primo molare nel 30% circa dei casi. Il parodonto buccale, l’osso ed i tessuti molli dei medesimi denti.
 Le aree anatomiche corrispondenti alla innervazione delle branche pterigopalatine del nervo mascellare sono le seguenti: a) per il nervo alveolare superiore posteriore: la polpa del terzo, secondo e primo molare escludendo la radice mesiovestibolare del primo molare. Il parodonto buccale, l’osso ed i tessuti molli dei medesimi denti – b) per il nervo palatino maggiore la porzione posteriore del palato duro ed i tessuti molli soprastanti anteriormente fino al primo premolare e mediamente fino alla linea mediana – c) per il nervo nasopalatino la porzione del palato duro e dei tessuti molli soprastanti anteriormente  fino alla congiunzione fra le parti mesiali del primo premolare.
    Le aree anatomiche corrispondenti alla innervazione delle branche della divisione anteriore del nervo mandibolare sono le seguenti: – a) per il nervo buccinatore: i tessuti molli ed il periostio buccalmente ai molari. Le aree anatomiche che corrispondono alla innervazione delle branche della divisione posteriore del nervo mandibolare sono le seguenti: – a) per il nervo linguale ed alveolare inferiore: la polpa ed il parodonto dei denti mandibolari fino alla linea mediana, il corpo della mandibola inferiormente al ramo, il periostio ed i tessuti molli buccalmente ed anteriormente al primo molare, i due terzi anteriori della lingua e del pavimento della cavità orale -  b) per il nervo miloioideo (infiltrazione accessoria): la polpa degli incisivi, talvolta la polpa dei molari e abitualmente la radice mediale del primo molare – c) per il nervo incisivo: la polpa ed il parodonto dei denti incisivi, canino e premolari, la mucosa buccale anteriore al foro mentoniero, dal secondo premolare alla linea mediana, il labbro inferiore e la pelle del mento – d) per il nervo mentoniero: la mucosa anteriore al foro mentoniero, dal secondo premolare fino alla linea mediana e la pelle del labbro inferiore e del mento.
Le tecniche di anestesia locale che possono competere all’igienista dentale
Le tecniche di anestesia locale che dovrebbero competere all’igienista dentale per il trattamento delle patologie del parodonto non chirurgiche  per il mascellare superiore (fig. 1) sono le seguenti:
            tecnica di anestesia del nervo infraorbitario
            tecnica di anestesia del nervo ASA
            tecnica di anestesia del nervo ASM
            tecnica di anestesia del nervo ASP
            tecnica di anestesia del nervo palatino maggiore
            tecnica di anestesia del nervo nasopalatino.
Le tecniche di anestesia locale per la mandibola (fig. 2)sono le seguenti:
            tecniche di anestesia del nervo alveolare inferiore
            tecnica di anestesia del nervo buccinatore
            tecnica di anestesia del nervo mentoniero
            tecnica di anestesia del nervo incisivo
            tecnica di anestesia del nervo milioiodeo
Non dovrebbero essere compatibili  con la professione dell’igienista dentale le tecniche complesse fra cui le seguenti:
            la tecnica di Gow-Gates
            la tecnica di Akinosi-Vazirani
            la tecnica del blocco del mascellare via palatino maggiore
            la tecnica del blocco del mascellare via tuberosità del mascellare.
Inoltre, dovrebbero essere escluse dalla competenza dell’igienista dentale le seguenti tecniche:
            la tecnica intraossea
            la tecnica intraligamentosa
            la tecnica intrapulpare.
Non sono consigliate le tecniche di infiltrazione dei tessuti molli del mascellare superiore e della mandibola, sia vestibolarmente, sia lingualmente, quando sia necessaria l’anestesia completa di tali strutture ossee perché l’infiltrazione richiede iniezioni multiple, spesso mal tollerate dal paziente.
Conclusioni
Nelle nazioni in cui è concessa l’esecuzione, da parte dell’igienista dentale, di tecniche di anestesia locale, tali tecniche risultano applicate al paziente più frequentemente rispetto all’odontoiatra.  L’applicazione delle tecniche di blocco dei tronchi nervosi risulta inoltre più frequente di ogni altra tecnica di anestesia locale impiegata. In particolare, nello stato del Minnesota i blocchi tronculari vengono eseguiti con una incidenza del 92% rispetto ad ogni altra tecnica1,mentre in California l’igienista è costantemente invitato ad imparare le tecniche di blocco tronculare attraverso periodiche illustrazioni.27  Il ricorso a tecniche di anestesia locale di blocco tronculare piuttosto che infiltrative risulta essere privilegiata nella professione dell’igienista  in ragione della frequente necessità di controllare il dolore di una parte di quadrante o di metà della bocca con una sola iniezione in alternativa ad iniezioni multiple mediante metodi infiltrativi.28
 E’ necessario  sottolineare a questo punto che l’igienista dentale deve essere collocato nella posizione di responsabile legale al fine di assicurare una igiene dentale competente e di somministrare una anestesia locale quando necessiti di essere effettuata per scopi che l’igienista si propone. In ragione di tali presupposti, il GDC informa che l’igienista dentale oltre ad essere in possesso di Diploma rilasciato dall’Università, deve aver effettuato un percorso formativo addizionale di anestesia locale. Inoltre, dopo aver concluso tale percorso deve essere rilasciato un certificato che attesti la partecipazione al corso medesimo.29 I contenuti del corso dovrebbero corrispondere a quelli proposti da società scientifiche competenti ovvero dalla Associazione Italiana di Narcodontostomatologia (AINOS) e dalla Associazione Italiana Sedazionisti Odontoiatri (AISOD)
 Il percorso che l’igienista dentale dovrebbe fare in materia di anestesia locale deve fare riferimento ai contenuti della Dichiarazione di Bologna30  per una istruzione europea superiore che prevede:
1. “Adozione di un sistema essenzialmente fondato su due cicli principali, rispettivamente di primo e di secondo livello …. Il secondo ciclo dovrebbe condurre ad un titolo di Master e/o dottorato, come avviene in diversi Paesi Europei.”
2. “Promozione della necessaria dimensione europea dell’istruzione superiore, con particolare riguardo allo sviluppo dei curricula …. e ai programmi integrati di studio, formazione e ricerca.”
3. Perseguendo “ ….. sia le vie della cooperazione intergovernativa sia quelle degli altri organismi non governativi che a livello europeo hanno competenze in materia di istruzione superiore.”
La Dichiarazione di Bologna informa  che le istituzioni competenti in sede europea di istruzione superiore, come società o associazioni, possono partecipare alla formazione del professionista europeo purché siano statutariamente preposte ad effettuare tali compiti. E’ inoltre necessario che l’igienista dentale, nel corso della sua formazione professionale, faccia riferimento “…. a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica…”, anche per non incorrere nelle sanzioni di “responsabilità professionale dell’esercente le professioni sanitarie”.31  Per concludere, si può ritenere che una istruzione superiore nell’impiego dell’analgesia e dell’anestesia locale possa essere completata attraverso programmi formativi teorici e pratici riconosciuti sia da parte delle università sia da parte delle società scientifiche che abbiano competenza europea nell’insegnamento dell’anestesia in odontoiatria, alle quali dovrebbe essere assegnato altresì il compito di istituire corsi di educazione continua post-lauream.
BASI PROGRAMMATICHE DEI CORSI DI ANESTESIA LOCALE PER IGIENISTI DENTALI
Scopi dei corsi
Lo scopo dei corsi di anestesia locale per igienisti dentali consiste nel preparare l’igienista dentale ad assistere l’odontoiatra e ad eseguire interventi non chirurgici della malattia parodontale su indicazione dell’odontoiatra in strutture sanitarie pubbliche o private o in regime libero-professionale. L’igienista dentale deve essere educato a conoscere i meccanismi nervosi della conduzione ed a provvedere alla loro interruzione ricorrendo ai meccanismi della somministrazione di anestetici locali.
Basi didattiche e cliniche per la somministrazione dell’anestesia locale da parte dell’igienista dentale
Introduzione – Giurisprudenza italiana ed europea
Filosofia e concetti sul controllo del dolore
Neurofisiologia
Farmacologia degli anestetici locali
Farmacologia dei vasocostrittori
Effetti clinici degli agenti anestetici locali
Armamentario per l’anestesia locale
Preparazione dell’armamentario
Valutazione fisica, psicologica e clinica del paziente
Cenni di anatomia clinica e comparata
Tecniche di base per l’anestesia del mascellare
Tecniche di base per l’anestesia della mandibola
Complicanze dell’anestesia, complicanze locali e sistemiche
Obiettivi collaterali.  Alla fine del corso l’igienista dentale dovrà:
Conoscere la filosofia e la fisiologia dell’anestesia locale
Valutare lo stato clinico, fisico, psicologico ed il rischio
Riconoscere i punti di repere anatomici collegati con l’esecuzione dell’anestesia locale
Preparare l’armamentario per l’esecuzione dell’anestesia locale
Saper eseguire correttamente le procedure di anestesia locale e riconoscere le complicanze
Saper trattare le comuni emergenze collegabili con l’esecuzione dell’anestesia locale
Saper riconoscere e trattare le complicanze post-iniezione e le reazioni alla iniezione
Saper prevenire le infezioni
Somministrare gli anestetici locali ricorrendo:
1. alla tecnica specifica
2. alla aspirazione
3. alla iniezione lenta
4. alla dose minima efficace
Individuare e trattare le reazioni tossiche da anestetico locale e da vasocostrittori
Individuare e trattare le reazioni allergiche fa anestetico locale e da vasocostrittore
Saper calcolare la massima dose di anestetico locale in relazione al peso e/o all’età del paziente
Saper eseguire tecniche di anestesia locale per blocchi tronculari pertinenti esclusivamente alla professione dell’igienista dentale
Monitorare lo stato fisico, clinico e psicologico del paziente durante la somministrazione e durante gli effetti degli anestetici locali.
Metodi della istruzione
Lettura di testi, on-line, tests su manichino,  dimostrazioni su paziente e pratica clinica.
Criteri di valutazione
1. Alla fine del corso l’igienista dentale deve aver eseguito almeno 50 prove ultimate con la massima accuratezza.
2. Il corso verrà concluso con un esame scritto consistente in domande alla quali ciascun corsista dovrà rispondere correttamente almeno al 70% delle stesse.
3. L’igienista dentale dovrà dimostrare di aver eseguito con destrezza i seguenti blocchi tronculari. Per la mandibola, il blocco del nervo alveolare inferiore e linguale, buccinatorio, mentoniero ed incisivo (elemento di qualità aggiuntiva consiste nel saper eseguire anche il blocco del nervo miloioideo). Per il mascellare, il blocco del nervo alveolare superiore posteriore, alveolare superiore medio, alveolare superiore anteriore (infraorbitario), palatino maggiore e nasopalatino.

Certificazioni
Il certificato di partecipazione al corso o master universitario viene rilasciato dall’Università.
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31.          Decreto Balduzzi. (D.L. n. 158/2012). “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del paese mediante un più alto livello di tutela della salute.

Prima edizione: aprile 2013