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martedì 12 giugno 2012

Discussioni su Anestesia


Egregia Dottoressa.  
Mi complimento.   Sinceramente per la proposta fattiva circa la liceita dell'igienista a praticare anestesie locali. speriamo che le stesse. Arrivino  A fare courttage a cielo aperto con dei bei lembi(anche sse noon usa piu. ) Di questo passo I'll" D0ttore podologo potra' amputare I'll piede diabetico. Meno male quanto lavoro ci alleviate. Povera Italia  povero istituto di medicina. Cordialmente.  Marco Bellina
Risposta:
Egregio Dottor Bellina

Non sono abituata ad essere "aggredita" con scritti così ironici come lei fa nei miei confronti. Sono abituata ad esporre le mie idee e pronta a discuterne con onestà intellettuale e  trasparenza. Ma dato che lei mi provoca le dico che, a parte che il lembo a cielo aperto, dalle ultime "evidence  based medicine" (evidenze scientifiche) su pazienti con tasche superiori a 5/6 mm, è preferibile piuttosto che una terapia non chirurgica.
Mi  dispiace che lei non ne sia a conoscenza. Basta frequentare la SIdP o LECM.

Per ciò che scrivo nell'editoriale volevo comunicarle che non e' una proposta bensì  è l'affermazione di un diritto!
Gli infermieri, non fanno interventi chirurgici ma fanno endovene e praticano terapia del dolore su pazienti oncologici-su prescrizione medica-; i podologi per intervenire su un piede diabetico, a volte devono praticare l'anestesia per ottenere i risultati necessari che sono di loro competenza. Tutto questo non vuole invadere il campo medico ma avere ben chiaro l'obiettivo primario che è la salute del paziente.
Gli igienisti dentali hanno l'obbligo professionale ed etico di svolgere la loro professione al meglio delle loro possibilità tenendo conto della condizione parodontale, della soglia del dolore, dell'ansia derivante dalla paura.
Tutto questo in funzione di:
1)    Decreto istitutivo della professione con annessa abilitazione alla professione (D.M. 137/99)
2)    Legge 42/99 che abolisce il mansionario
3)    Laurea in igiene dentale (G.U. N. 2 del 4 Gennaio 2000)
4)    Legge 251/99 art. 3 che dispone l'autonomia della "propria professione"
5)    L'articolo 4 della Costituzione sancisce il diritto alla libertà del lavoro
6)    L'ordinamento didattico universitario il quale prevede, per legge, l'insegnamento di anestesiologia, che è presupposto per poter svolgere tale attività (relativamente alla propria professione)
7)    La laurea con l'abilitazione legittima a svolgere alcune attività tra cui la SRP (terapia non chirurgica) che prevede, nel protocollo, ( quando necessario) l'anestesia locale e di utilizzare tutte le attrezzature necessarie all'espletamento della specifica attività!
8)    Infine esiste un protocollo etico che non va sottovalutato.

Per cui il mio editoriale, non è una proposta, bensì un diritto.

Forse lei, invece di preoccuparsi di difendere il suo orticello dovrebbe cercare di comprendere ciò che viene scritto e soprattutto aprire un confronto, senza pregiudizi, preoccupandosi di confrontarsi e non di  "avere paura" degli igienisti che le possano sottrarre un po' lavoro.
I grandi medici sono tali perché hanno una grande equipe. In caso contrario rimangono dei piccoli  medici senza futuro!

Sempre disponibile
Irene Riccitelli Guarrella

PS: per chiarezza le comunico che parlo e scrivo a nome personale e non di Associazioni (AIDI/UNID) o Accademie varie! 

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